Pampanaro (10 pz)

Codice prodotto: BAP0136
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Descrizione

RIVENDITORE AUTORIZZATO

Pampanaro (10 PZ)

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Il vitigno è coltivato da tempo immemorabile nel Frusinate. Il censimento delle risorse agricole (Atti dell'Inchiesta Parlamentare sullo stato dell'agricoltura del neonato Regno d'Italia 1877-1884) lo riporta come varietà comunemente coltivata nella zona.

DESCRIZIONE MORFOLOGICA

  • Pianta: apice del germoglio aperto, verdognolo con riflessi giallastri a volte bronzati. Portamento del germoglio semi eretto.
  • Foglia: medio grande, pentagonale, pentalobata a volte trilobata con profilo a gronda e pagina superiore liscia; seno peziolare aperto a V con lobi leggermente sovrapposti; seni laterali superiori a U chiusi.
  • Acino: medio, rotondo, con buccia spessa, abbastanza consistente abbastanza pruinosa; colore giallo con riflessi verdognoli; polpa mediamente consistente di sapore neutro; peso medio dell'acino g 2,16.
  • Grappolo: di grandezza medio grande, piramidale, mediamente compatto; peso medio del grappolo g 225.

FENOLOGIA

Germogliamento terza decade di marzo / prima decade di aprile; fioritura terza decade di maggio; invaiatura terza decade di luglio; epoca di raccolta terza decade di settembre.

CARATTERISTICHE AGRONOMICHE

Varietà caratterizzata da notevole rusticità e buona vigoria. E' in grado di adattarsi alle varie condizioni ambientali vegetando senza problemi sia a terreni mediamente compatti, sia a terreni calcarei con presenza di scheletro. In passato veniva allevato maritato all'olmo: ancora oggi sono presenti viti sparse allevate a testucchio. La maggior parte delle viti sono franche di piede. Normalmente è allevato a spalliera semplice in coltura promiscua. Potatura a cordone speronato tradizionale con un massimo di 10 gemme; concimazioni con letame; l'uso del concime minerale è molto limitato.
Nell'areale di coltivazione i viticoltori distinguono un Pampanaro ad acino piccolo ed uno ad acino grosso; dalle osservazioni ampelografiche e fenologiche e dalle analisi chimico-fisiche del vino, non sono emerse differenze tali giustificare il riconoscimento di due cloni distinti. La leggera differenza delle dimensioni dell'acino probabilmente è da imputare a fattori pedo-climatici e non genetici.

  • Produzione: produttivo.
  • Numero medio di infiorescenze per germoglio: una-due.
  • Resistenza alle malattie: normale per peronospora, oidio e botritis.

CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE ED ORGANOLETTICHE

Caratteristiche chimiche del vino:

  • Grado alcolico 11,65-13.32 vol %
  • pH 3,27-3,48
  • Acidità totale 5,00-6,17 g/l
  • Acidità volatile 0,15-0,46 g/l

Caratteri del succo:

  • pH medio 3,22
  • Percentuale media di zucchero 21,35
  • Acidità totale 5,92 %

Vino di colore giallo paglierino carico con riflessi verdognoli, dalla struttura acidica consistente, con buon corpo con ottime tonalità aromatiche di fiorale e fruttato.

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

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