Cabernet sauvignon (10 pz)

Codice prodotto: BAP0017
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Cabernet sauvignon

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Di origine francese, zona bordolese, il vitigno è diffuso nelle aree temperate-calde di tutto il mon- do; introdotto inizialmente nelle Tre Venezie, ha trovato successivamente aree di coltura un po’ ovunque in Italia e soprattutto nelle aree con sommatorie termiche più elevate. Secondo stime OIV, nel 2000 la superficie mondiale di Cabernet Sauvignon era di 160.000 ha.

Caratteri ampelografici: la varietà è abbastanza omogenea, le differenze riguardano la forma del grappolo e il vigore. Germoglio ad apice espanso, con evidenti sfumature rosate. Foglia di media grandezza, pentagonale, quinquelobata e con seno peziolare chiuso a bordi sovrapposti, quasi glabra. Grappolo medio-piccolo, cilindrico, spesso con un’ala evidente, mediamente compatto. Acino medio, sferoide; buccia consistente; polpa un po’ carnosa e di sapore leggermente erbaceo.

  • Attitudini colturali: vitigno mediamente vigoroso, tralci tendenzialmente assurgenti ad internodi medio-corti. Si adatta ai climi caldi o comunque tendenzialmente asciutti e ventilati; al nord preferisce terreni ben esposti in collina e sassosi o argillosi e ben drenati in pianura. Non accetta terreni tendenzialmente fertili ed umidi che indurrebbero la pianta ad un scarsa lignificazione e climi con insufficiente sommatoria termica.
  • Allevamento e potatura: si adatta alle diverse forme di allevamento e di potatura, purché ridotte anche in funzione degli ambienti prescelti per la coltura. Si deve potare medio-lungo nel nord, mentre nel centro-sud può essere potato medio-corto. Molto importanti sono le operazioni a verde per creare un giusto equilibrio fra vegetazione e produzione.
  • Epoca di germogliamento: tardiva.
  • Epoca di maturazione: media.
  • Produzione: media e costante.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: è sensibile alle malattie del legno (esca, eutipiosi) e al disseccamento del rachide, specie se innestato su SO4, per cui si rende necessario un controllo del rapporto K/Mg nel terreno. Taluni cloni francesi presentano incompatibilità con il 3309C.
  • Potenziale enologico: dà vini di colore rosso rubino intenso, tendenti al violaceo, di corpo, alcolici, aromatici e provvisti di un lieve e caratteristico sapore erbaceo. Con l’invecchiamento si affina notevolmente. Vinificato con altri vini ne migliora le caratteristiche organolettiche. I vini migliori si ottengono da vigneti coltivati in terreni di grava, drenanti e ben esposti o in collina con terreni leggermente argilloso-calcarei.

 

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

 

 

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Descrizione tecnica

10 barbatelle

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