Greco di tufo (10 pezzi)

Codice prodotto: BAP0173
Prodotto disponibile
Ci scusiamo, ma per la zona scelta, riceverai un preventivo per le spese di spedizione
Q.tà € 27,00
Aggiungi al carrello
Descrizione

RIVENDITORE AUTORIZZATO

GRECO DI TUFO (10 Pezzi)

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Vitigno probabilmente originario della Grecia. Coltivato principalmente nella provincia di Avellino e Benevento e comunemente conosciuto come Greco di Tufo.

  • Caratteri ampelografici: Apice del germoglio globoso, cotonoso, di colore verde biancastro con bordi giallastri. Foglia di dimensioni medie, orbicolare, trilobata o pentalobata. Seno peziolare ad U aperta. Lembo leggermente a gronda con lobi revoluti. Glabra la pagina superiore, aracnoide a fiocchetti di peli quella inferiore. Grappolo piccolo o medio, compatto, di forma conica con ala molto sviluppata al punto da dare un grappolo doppio. Acino di piccole dimensioni, sferoidale, con buccia mediamente pruinosa, sottile e tenera, di colore grigio-giallastro ricoperta da punteggiature brunastre.
  • Attitudini colturali: Vitigno di vigoria media con portamento della vegetazione eretto. Si adatta ai terreni profondi, sciolti, di origine vulcanica, freschi. In terreni ricchi di carbonato di calcio dà vini di maggior finezza.
  • Allevamento e potatura: Essendo un vitigno di un certo vigore e con internodi lunghi, predilige una potatura lunga e ricca. Tra le forme a controspalliera è da preferire il Guyot. Sono necessari interventi di potatura verde e legatura ripetuti.
  • Epoca di germogliamento: Precoce.
  • Epoca di maturazione: Media.
  • Produzione: La produzione è buona. Per ottenere vini di un certo pregio è bene limitare la produzione.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: Non è particolarmente sensibile a peronospora e oidio, mentre in autunni piovosi teme la botrite.
  • Potenziale enologico: Vino di colore giallo-dorato, gradevole, con intensi profumi floreali, leggermente tannico. Media la gradazione alcolica e buona l’acidità fissa. Il Greco di Tufo è normalmente vinificato da solo anche con breve-medio invecchiamento.
  • Cloni in moltiplicazione: Greco B. (di Tufo) VCR2, VCR5, VCR6, VCR11.

SUPERFICIE COLTIVATA IN ITALIA
ANNO       1970    1982    1990    2000    2010
ETTARI     2274    1605      562      686    1550

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

SCARICA IL CATALOGO

Prodotti correlati