Moscato di Terracina (10 pz)

Codice prodotto: BAP0119
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Moscato di Terracina (10 pz)

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Vitigno di probabile origine siriana, forse portato in Italia dalla Grecia in epoca medievale dai Veneziani e poi diffusosi nel Triveneto. Conosciuto anche con il nome di Moscato Sirio e in Centro Europa come Gelber Muskateller.

  • Caratteri ampelografici: la varietà è abbastanza omogenea differendo sostanzialmente per produttività e vigoria. Germoglio ad apice molto piccolo ed espanso, lanuginoso, di colore verde-biancastro. Foglia di grandezza media, rotondeggiante, talvolta intera con seno peziolare a U-V. Pagina inferiore glabra. Denti poco pronunciati irregolari. Grappolo medio-grande, piramidale con 1 o 2 ali, spargolo. Acino medio, sferoidale; buccia spessa di colore giallo carico; polpa leggermente croccante con sapore moscato.
  • Attitudini colturali: vitigno di vigoria elevata con portamento della vegetazione eretto e tralci robusti ad internodo lungo. Richiede terreni leggermente calcarei di medio impasto, collinari, anche ricchi di scheletro, ed ambienti ventilati.
  • Allevamento e potatura: preferisce potature lunghe e sistemi di allevamento a pergola o spalliera tipo Guyot, Sylvoz, Casarsa.
  • Epoca di germogliamento: media.
  • Epoca di maturazione: medio-precoce.
  • Produzione: buona e costante.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: sensibile all'escoriosi e alla carenza di ferro e magnesio. Buona tolleranza alla botrite e ai freddi invernali.
  • Potenziale enologico: si possono ottenere vini di un bel dorato chiaro dal gradevole aroma di moscato che risulta essere più accentuato rispetto al Moscato Bianco. Si possono elaborare vini passiti, ma l'utilizzazione più diffusa è nel tipo spumante dolce.
  • Cloni in moltiplicazione: Moscato Giallo R1, VCR 5, VCR 1 0 0, VCR 1 0 2, ISV-V13.

SUPERFICIE COLTIVATA IN ITALIA
ANNO     1970   1982    1990    2000    2010
ETTARI   -         482      179      250     138

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

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