Merlot (10 pz)

Codice prodotto: BAP0052
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RIVENDITORE AUTORIZZATO

Merlot (10 pz)

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

È il vitigno più coltivato in Francia (117.354 ha nel 2006); portato in Italia nel 1880, si è diffuso dapprima nelle Tre Venezie e successivamente anche negli ambienti più meridionali d’Italia.

  • Caratteri ampelografici: la varietà è abbastanza disomogenea; i biotipi che la compongono si differenziano fra loro per la fertilità e per la forma del grappolo. Germoglio ad apice espanso, lanuginoso, verde-biancastro. Foglia media, pentagonale, quinquelobata, lembo ondulato, bolloso, verde non carico, relativamente tomentoso anche sulla pagina inferiore. Seno peziolare a U. Grappolo medio, piramidale, alato, più o meno spargolo, con peduncolo verde più o meno rosato. Acino medio, rotondo, di colore blu-violaceo; buccia di media consistenza, pruinosa; polpa succosa, dolce, di sapore erbaceo più o meno intenso.
  • Attitudini colturali: vitigno mediamente vigoroso a portamento semieretto; tralci ad internodo corto con vegetazione complessivamente equilibrata. Si adatta ai diversi tipi di terreno e di clima esclusi quelli eccessivamente caldi e siccitosi se non supportati da frequenti irrigazioni.
  • Allevamento e potatura: si adatta alle diverse forme di allevamento e di potatura; si alleva pertanto con facilità anche nelle forme libere totalmente meccanizzabili, preferendo comunque potature medie con 4-5 gemme o lunghe (8-10 gemme).
  • Epoca di germogliamento: media.
  • Epoca di maturazione: media.
  • Produzione: abbondante e costante; a parità di carica di gemme è più produttivo nei sistemi a potatura lunga rispetto alla corta.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: scarsa, sensibile alla peronospora del grappolo e al marciume acido. Abbastanza sensibile ai freddi invernali.
  • Potenziale enologico: dà vini di una certa finezza e tipicità, di colore rosso rubino abbastanza intenso e di caratteristico sapore leggermente erbaceo, alcolico, fruttato, aromatico, di acidità tendenzialmente bassa. Nelle zone collinari e ben esposte verso nord si ottiene un ottimo vino fine anche se non da grande invecchiamento. In uvaggio o taglio con i Cabernets ne può completare la qualità.

Cloni in moltiplicazione: Merlot R3, R12, R18, VCR1, VCR13, VCR101, VCR103, VCR488, VCR489, VCR490, VCR494, ISVFV2, ISVFV4, ISVFV5, ISVFV6, ERSAFVG350, ERSAFVG351, ERSAFVG352, ERSAFVG353; cloni francesi: Inra-Entav 181, 184, 343, 347, 348, 447, 519.
Cloni di prossima presentazione all’omologazione: Merlot VCR27, VCR28, VCR36, VCR37.

SUPERFICIE COLTIVATA IN ITALIA
ANNO      1970      1982       1990       2000     2010
ETTARI    53.158   48.176    31.872    25.615   23.141

SUPERFICIE COLTIVATA IN FRANCIA
ANNO      1968       1979      1988        2000       2006
ETTARI    25.124    38.391    60.007     90.059    117.354

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO

    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.

    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura

    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.

  • CONCIMAZIONE DI FONDO

    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.

  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE

    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.

  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI

    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.

  • CURE PRIMAVERILI

    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.

  • CURE ESTIVE

    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.

  • VISITA TECNICA

    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

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