Malvasia Lazio (10 pz)

Codice prodotto: BAP0122
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Descrizione

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MALVASIA LAZIO

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Originaria probabilmente del bacino orientale del Mediterraneo, è coltivata da epoca romana solo nelle colline laziali.

  • Caratteri ampelografici: varietà abbastanza omogenea (spesso confusa con altre Malvasie), presenta biotipi che si differenziano solo per la grandezza e la compattezza del grappolo. Germoglio aperto, setoloso, verde pallido. Foglia medio-grande, pentagonale, quasi intera con lobi poco pronunciati, lembo liscio, verde scuro, glabro anche sulla pagina inferiore. Seno peziolare a lira chiuso o semichiuso. Grappolo medio-grande, tronco-conico, con ali evidenti, mediamente compatto. Acino medio, rotondo, di colore giallastro; buccia consistente e pruinosa, con ombelico evidente; polpa succosa, di sapore semplice, dolce.
  • Attitudini colturali: vitigno mediamente vigoroso con portamento della vegetazione semieretto, tralci medi ad internodi piuttosto corti; si adatta solo a terreni collinari e ben esposti essendo sensibile alle crittogame.
  • Allevamento e potatura: si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo però quelle a media espansione.
  • Epoca di germogliamento: tardiva.
  • Epoca di maturazione: medio tardiva.
  • Produzione: media ed incostante, soprattutto in alcuni biotipi.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: sensibile nella norma. Buona la resistenza ai freddi invernali e alle gelate tardive.
  • Potenziale enologico: normalmente non viene vinificata da sola ma entra in composizione con altre uve (Trebbiani e Malvasie) apportando una nota gentile di profumo, sapore e corpo. Vinificata in purezza dà un vino giallo paglierino, leggermente aromatico, gentile e sapido, giustamente alcolico, morbido.

 

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

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