Ciliegiolo (10 pz)

Codice prodotto: BAP0121
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Descrizione

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CILIEGIOLO

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 - 140RU - 420A (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Di origine incerta, si è diffuso nell'Italia centrale e successivamente in quasi tutto il territorio nazionale.

  • Caratteri ampelografici: il vitigno è coltivato un po' ovunque, per cui è difficile valutare eventuali varianti genetiche. Germoglio ad apice mediamente espanso, vellutato, bianco con riflessi dorati, con foglioline apicali bianche, vellutate, con orli dorati o carminati. Foglia grande, pentagonale, trilobata, con seno peziolare a U aperto, con pagina inferiore leggermente tomentosa, lembo spesso, ondulato, liscio, verde scuro. Grappolo grosso e lungo, cilindrico, alato, semi-compatto. Acino grosso, subrotondo, di colore nero-violaceo; buccia spessa e pruinosa; polpa succosa, di sapore neutro, dolce.
  • Attitudini colturali: vitigno molto vigoroso con portamento della vegetazione eretto, tralci robusti e lunghi, ramificati ed elastici; si adatta ai diversi ambienti preferendo terreni non troppo fertili ed umidi e climi temperato-caldi ed asciutti per un generale equilibrio vegetativo della pianta.
  • Allevamento e potatura: preferisce forme di allevamento espanse e potature lunghe; può essere difficile l'adattamento a forme per ampie meccanizzazioni nei climi temperato-freddi soprattutto per la scarsa lignificazione dei tralci. Per questo motivo nei climi più settentrionali della coltura sono indispensabili adeguate potature verdi.
  • Epoca di germogliamento: media.
  • Epoca di maturazione: precocea.
  • Produzione: molto abbondante e costante.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: normale, nei climi più umidi è un po' sensibile alla botrite. Buona la resistenza alla siccità.
  • Potenziale enologico: dà un vino di colore rosso rubino più o meno carico, abbastanza robusto, non troppo alcolico, poco acido, fruttato, da consumarsi preferibilmente giovane.

Cloni in moltiplicazione: Ciliegiolo VCR1

SUPERFICIE COLTIVATA IN ITALIA
ANNO     1970   1982    1990    2000    2010
ETTARI   3537   6032    5100    3335    2563

 

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

 

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