Barbera (10 pz)

Codice prodotto: BAP0011
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Descrizione

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BARBERA

Porta innesto 1103P - K5BB - S04 (Verrà inviato il porta innesto disponibile al momento)

Originario del Monferrato, il vitigno è ampiamente diffuso in Piemonte e Lombardia. Ha trovato più o meno recentemente aree di coltivazione nell’Appennino Tosco-Emiliano, in Campania e seppur limitatamente, un po’ ovunque nel Sud, anche se attualmente al di fuori delle aree storiche di coltivazione non si evidenzia l'interesse di un tempo.

  • Caratteri ampelografici: la varietà è abbastanza omogenea, le caratteristiche differenziali riguardanola vigoria, la grandezza del grappolo e dell’acino e la produttività, la qualità del prodotto. Germoglio ad apice espanso, verde-biancastro, parzialmente carminato. Foglia di media grandezza, pentagonale, quinquelobata; seno peziolare a lira chiuso con bordi sovrapposti; pagina
    inferiore tomentosa. Grappolo medio, cilindrico-piramidale, giustamente compatto. Acino medio, ellissoidale con buccia pruinosa, sottile; polpa succosa a sapore neutro.
  • Attitudini colturali: vitigno di media vigoria, con portamento della vegetazione semieretto, tralci relativamente vigorosi, plastici, internodi medi. Si adatta ai diversi tipi di terreno, preferendo quelli tendenzialmente argillosi ed aree collinari ben esposte.
  • Allevamento e potatura: si adatta a diverse forme di allevamento, ed in particolare al Guyot, ed a potature medie e lunghe non eccessivamente ricche. È indispensabile arieggiare i grappoli per ridurre gli attacchi di botrite.
  • Epoca di germogliamento: medio-precoce.
  • Epoca di maturazione: media.
  • Produzione: ottima e costante.
  • Sensibilità alle malattie e alle avversità: sensibile un po’ all’oidio e di più alla botrite in funzione della compattezza del grappolo. Molto sensibile alla carenza di boro e potassio, soprattutto nei suoli leggeri e sabbiosi.
  • Potenziale enologico: dà un vino di colore rosso rubino più o meno intenso, di delicato profumo vinoso, fruttato, giustamente di corpo, abbastanza acido e tannico, talvolta frizzante e piacevole nella sua fragranza giovanile; nelle zone classiche di coltura può dare un vino di corpo, asciutto e tannico, da destinare all’invecchiamento. Per ottenere vini di pregio è necessario contenere
    vigore e produttività ed adottare cloni ad elevato potenziale enologico.


Cloni in moltiplicazione: Barbera R 4, VCR 19, VCR 101, VCR 207, VCR 223, VCR 433, AT 84, CVTAL 115,
CVTAT 171, CVT 83, CVTAT 424, MIB 12, MIB 34, 17 BA.
SUPERFICIE COLTIVATA IN ITALIA

ANNO       1970        1982        1990        2000        2010
ETTARI     80.547     62.757     47.120     28.337     21.813

 

OPERAZIONI PER L'IMPIANTO DEL VIGNETO

  • SCASSO
    Eseguire questa lavorazione sempre con terreno asciutto.
    A) su terreno a seminativo è sufficiente ripper + aratura
    B) su terreno di reimpianto eseguire lo scasso con escavatore e pulire al massimo le vecchie radici. Se la coltura precedente era vigneto è buona norma lasciare il terreno a riposo per almeno tre anni (dopo lo scasso). Questa procedura rappresenta una valida possibilità di difesa contro i nematodi del terreno.
  • CONCIMAZIONE DI FONDO
    Utilizzare organici e qualora sia un reimpianto Calciocianammide. Questo concime svolge un azione protettiva a favore del terreno e della coltura, specialmente contro i funghi.
  • MESSA A DIMORA DELLE BARBATELLE
    L'impianto va realizzato con terreno in tempera. Il punto d'innesto deve stare 8-10cm fuori terra. Evitare di rasare le radici. Quanto è possibile, mettere a contatto con le radici sabbia e/o torba (la radice teme l'asfissia, mentre necessita di una micro ossigenazione). Non concimare mai in modo localizzato (vicino alle radici). Non irrigare mai le barbatelle prima dell'estate.
  • LAVORAZIONI PRIMAVERILI
    Al germogliamento bisogna riscaldare il prima possibile l'apparato radicale. Si procede nel lavorare il terreno ripetutamente ogni 7/10 giorni a profondità sempre maggiore (fini a 20 cm), tenendo conto dell'umidità del terreno. Quando l'apice del germoglio inizia a crescere, ci dice che l'apparato radicale sta funzionando. Solo allora possiamo smettere di arieggiare il terreno. Spesso viene confusa la mancata crescita dovuta ad un eccesso di acqua con una carenza idrica. Cosi si ricorre ad innaffiature che sono costose, inutili o addirittura peggiorative.
  • CURE PRIMAVERILI
    Proteggere la vegetazione dalla Peronospora. Ad ogni trattamento aggiungere del concime fogliare a base di azoto (N) e ferro (Fe). Non effettuare nessuna concimazione radicale.
  • CURE ESTIVE
    Continuare la difesa peronosporica sospendendo l'aggiunta del concime fogliare. Questa difesa va rafforzata a fine estate e va continuata fino all'arresto della crescita della vegetazione. La peronospora di Settembre/Ottobre è distruttiva, fino a portare a morte tutta la pianta (qualora non avesse lignificato). Nella barbatella mancando i grappoli, la lignificazione avviene a fine ciclo vegetativo.
  • VISITA TECNICA
    Se dopo aver applicata questa procedura persistono anomalie incomprensibili, contattate tempestivamente un agronomo o il servizio tecnico VCR prima di effettuare procedimenti arbitrari che potrebbero essere non idonei, costosi e/o peggiorativi.

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